Cosa beviamo con il caldo: Cava Brut Nature Reserva

Quando alle 19.30 di un giovedì caldo come questo saliamo in macchina per tornare a casa, sono due le cose che non vediamo l’ora di fare appena varcata la soglia: una doccia rigenerante e prenderci un momento per decomprimere, tirare un sospiro di sollievo e lasciare finalmente andare le spalle.

Ecco, quest’ultimo rituale di solito va così: apriamo il frigo e afferriamo la bottiglia di vino che abbiamo premurosamente messo in fresco la sera prima; poi prendiamo un piattino e ci prepariamo un piccolo aperitivo con olive, un paio di taralli Chironi e un pezzetto di formaggio stagionato. Ci spostiamo in balcone, dove ci godiamo il silenzio della giornata che sfuma e la brezza ancora tiepida della sera, stappiamo la bottiglia e sgranocchiamo qualcosa in totale relax. 

L’altra sera abbiamo scelto il Cava Brut Nature Reserva di Eudald Massana Noya, una splendida azienda familiare del Penedès, un territorio vitivinicolo affascinante che si trova a metà strada tra Barcellona e Tarragona, protetto tra il mare e la montagna. Macabeu, Xarel·lo e Parellada sono i vitigni autoctoni che danno vita a questa bollicina spagnola che già dal primissimo sorso ci ha rinfrescato il palato con la sua spiccata acidità e ha dissetato il nostro corpo provato dall’afa estiva.


Il calice ci ha tenuto ottima compagnia anche a cena, abbinato a uno di quei piatti tattici e veloci che ti evitano di accendere i fornelli e alzare anche solo di un grado la temperatura della stanza: un po’ di sedano bianco croccante tagliato a tocchetti, formaggio fresco, noci e un generoso condimento leggermente acidulo. 

A volte per ritrovare un po’ di autentico benessere, fisico e psicologico, basta un Cava.
Non è la bottiglia più blasonata o conosciuta dello scaffale, ma è quella che apriamo noi, felici, quando il lavoro è finito.